sabato 19 settembre 2009

Intervista ad Angelo Colangelo, Artista abruzzese di fama internazionale



Angelo Colangelo, classe 1927, si diploma all'Istituto d'arte di Porta Romana a Firenze e dopo all'Accademia di Belle Arti della stessa città, dal 1952 al 1957 insegna e lavora negli U.S.A all'università di Washington e ha modo di approfondire i principi fondamentali del New Bahaus attravergli scritti di Keepes, e conosce le opere di Pollock, Toby calder e la musica di Johm Cage. Nel 1957 è chiamato ad insegnare alla facoltà di belle arti dell' University di Berkeley. Rientrato in Italia si stabilisce di nuovo a Firenze e si associa alla "Galleria Numero" di Fiamma Vigo ed espone alla galleria numero e a palazzo Strozzi a Firenze. Nel 1960, cinque dei suoi disegni entrano a far parte del gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze. Nel 1973 viene invitato ad esporre al "Salone des Reality Nouvelles" a Parigi, alla Quadriennale "Situazione d'arte non figurativa" a Roma, e alla Biennale d'arte di Venezia.

Negli anni Ottanta il suo lavoro si arricchisce di nuove esperienze formali e concettuali testimoniate dal suo intervento alla "Mostra di Pittura e di scultura" al Museo Archeologico di Spalato - Croazia e dalla partecipazione alle "Alternative Attuali" a L'Aquila del 1987. Dagli anni Novanta fino ad oggi espone in varie manifestazioni in diverse località.

Dal 23 agosto al 4 settembre espone alcune sue opere presso la mostra “SeCreazioni da Piero Manzoni al Fallimento Lehman Brothers” presso il museo delle arti del castello di Nocciano.

La mostra omaggia Piero Manzoni maestro dell'arte concettuale e dell'arte organica. Colangelo si inserisce all'interno di questa tematica interpretando la materia organica su due livelli: il corpo umano utilizzato come opera d'arte, ne “La Venere di Milo” e i prodotti del corpo, quale materia prima per produzione artistica, in opere come “Crapula”, “Ius prime noctis” e “Residui”.

L'allestimento di questa mostra ha provocato partecchie reazioni non sempre positive, tra le tante polemiche c'è chi l'ha definita addirittura una bestemmia.

Ha indovinato lo scopo è proprio quello di bestemmiare, non scherzo, intendo dire: lo scopo è di presentare in maniera che può sembrare dissacrante e quindi “bestemmiante” qualche aspetto della vita che ci è naturale, che ci appartiene e se quello che ci appartiene è una bestemmia viva la bestemmia.

Mi spiego: una bestemmia significa non riconoscere la validità o veridicità di qualcosa di un mito di, di un concetto, di un aspetto della vita. Ma nulla di più vero è il nostro corpo: il mio corpo, il tuo corpo vedi forse dico una cosa che può sembrarsi cattiva: io non ho che io mio corpo, il mio corpo è la misura di tutte le cose, se io allargo le braccia mi rendo conto di quanto è larga questa stanza, se alzo le braccia mi accorgo di quanto è alta questa stanza quando io cammino mi rendo conto della distanza prima ancora di conoscere il sistema metrico decimale. Insomma il mio corpo è il termometro della vita e quando dico corpo non intendo solo l'apparenza del corpo l'epidermide del corpo dico tutto il corpo anche quello che non si vede, anzi io sono affascinato da ciò che non si vede del corpo, pensa che meraviglia all'inteno del tuo corpo il sistema sanguinio che corre da tutte le parti, è una meraviglia di precisione e puntualità e ti tiene in vita.

Quanta generosità in questo sangue in queste vene in queste arterie che corrono tutto il tuo corpo è di una bellezza straordinaria quindi il corpo come portatore di bellezza come depositario di bellezza.

Ecco il corpo è per me la misura della vita per me.

L'arte contemporanea è un'arte che si pone proprio questo intento, raccontare la vita nella sua quotidianità, nella sua semplicità, andando oltre quelli che sono i canoni del bello aristocratico, si può dire che è un'arte molto più democratica.

E' vero ma ti dirò, so che può sembrare un'affermazione ardita ma non c'è mai stato nei secoli una tale ricchezza di creatività come gli ultimi cento anni.

Perchè prima c'erano dei limiti tecnici?

Il limite era la veridicità di quello che si dipingeva, rispetto al dato naturale, ora non è che noi non amiamo la natura io nutro un grande amore per la natura ma non è questo il nostro obiettivo noi cerchiamo la creatività: il rendere visibile ciò che non è visibile ma che può essere intuito che può essere percepito.Non c'è mai stato un periodo più creativo e quando dico questo mi riferisco pure al rinascimento, all'arte classica, in cui sono state fatte cose meravigliose.

Nel ventesimo secolo c'è stata una quantità e una qualità così esuberante di ricchezza, di visioni estetiche come non c'era mai stata. Nei secoli passati si diceva il barocco è durato cent'anni, il rococò un secolo, il neoclassicismo cinquanta ecc.. oggi invece nel giro di venti, trent'anni cambia, cambia tutto quinti tutto questo cambiare non è solo dote degli artisti è dote del tempo in cui viviamo e gli artisti fanno parte di questo tempo, vivono questo tempo.

Cosa pensa del grande scetticismo che c'è nei confronti dell'arte contemporanea?

Tu suoni il pianoforte? No Neach'io. Ecco se ti dessero un pianoforte e ti dicessero, suona un pezzo di Mozart o di Bach saresti capace?No Perchè per suonare un pezzo Mozart o di Bach ci vuole un lungo esercizio, un esercizio che dura mesi, che dura anni e solo attraverso questo lungo esercizio e non solo anche attraverso un lungo e attento ascolto si riesce a suonare e capire la musica di Mozart o Bach. La gente invece oggi è convinta che l'arte di debba capire immediatamente e questa è una cretinata perchè credo che un opera deve essere un bel paesaggio o una bella veduta marina o un vaso di fiori, cose belle in se ma che non hanno un significato profondo.

L'arte la possono capire tutti ma solo attraverso una lunga frequentazione, e perchè, no anche uno studio. Così come io non sarei ingrado di capire Mozart se non con un lungo esercizio altri non possono capire l'arte, penetrare i misteri dell'arte se non la frequentano. Non dico diventare artisti ma devono frequentare artisti, frequentare gallerie, devono leggere, devono istruirsi. Bisogna andare oltre l'ignoranza, io ti trovo bella ma ti troverei molto più bella se ti frequentassi e ti vedessi ancora e ancora, insomma le cose richiedono partecipazione talvolta lunga parecipazione!

Com'è per un'artista relazionarsi con l'ambiente culturale abruzzese?

L'ambiente è molto limitato noi abbiamo molta gente come Ivan D'Alberto per il quale ho molta stima e affetto che ha fatto un intervento sconvolgente per molti.

Mi spiego, gia il titoto della mostra secreazioni è un titolo che invita a riflettere e a presentare cose che sono fuori dalla norma come per esempio quello li che si masturba. Ecco viveve in un ambiente così, nonostante lo sforzo che sta facendo che io credo fruttuoso, se non oggi nel tempo ma tutta la zona è in grave ritardo certi alcuni lo tentano un aggiornamento ma è sempre un tentativo timido sporadico mi spiego noi siamo tagliati fuori dai filoni principali della produzione e della lettura e dell'apprezzamento dell'opera d'arte e questo in qualche modo ci mortifica e ci danneggia perchè lo sforzo che facciamo noi ha bisogno di un ascolto.

Cosa direbbe a chi definisce gli artisti come dei perditempo?

Guarda io faccio il mio lavoro con passione non da poco, da molto tempo ma è fatica è la sera da dire mi fa male la schiena, mi fanno male le braccia, è fatica è dura fatica quindi niente affatto perditempo anzi chi lavora con passione, so che può sembrare retorico, ma non dorme neanche la notte, quante volte mi sono svegliato nel cuore della notte con un'idea e mi sono alzato per appuntarla poi sono tornato al letto poi mi sono rialzato di nuovo per ricorreggerlo chi fa questo lavoro con passione lo fa ogni giorno in ogni momento del giorno, sempre.

Bestemmie a parte, cosa pensa di questa mostra?

Ha avuto l'ardire di dire, di realizzare un progetto che tanta gente considera feroce e cattivo e putrescente perchè secreazioni sta per tutto quello che è esecreato come base per ogni progetto di creazione la base delle secreazioni e la nostrà pipì è il nostro sputo è tutto ciò e tanto altro. ora queste cose se appartengono al nostro corpo non possono essere ignorate non dico che devono essere apprezzate ma devono essere prese per tutto quello che sono: vitali parti del nostro corpo.

Questo è andare oltre i confini stabiliti perchè oggi fare un quadro dipinto è diventato facile lo facciamo da centinaia di anni il difficile è andare oltre quello che è già noto pur riconoscendo la validità di quello che è stato fatto, di andare oltre quello che è gia noto.

Anche provocare?

anche ma sempre con un intento costruttivo sempre.

Parliamo della sua opera “Crapula”, una bellissima tavola imbandita con delle pietanze un po' insolite.

Questo tavolo rappresenta il nostro, rappresenta il cibo che è parte insostituibile del nostro corpo, il corpo non vive senza cibo e sul quel tavolo ci sono tante diversi cibi.

I cibi che conosciamo ogni giorno il pane, la carne ma addirittura ci sono alcune cosa legate al mondo femminile: le scarpe rosse la moda che è qualcosa senza cui non potete vivere, non volete vivere, è parte di voi e parte di noi. Vedi questo mettere ammucchiato così è tutto quello che ci viene dato oggi giorno dalla tecnologia dal commercio in quantità, in sovrabbondanza oppure vedi l'uso estremo di medicine, di religione, la religione è un cibo che ci aiuta a vivere, per chi crede e per chi non crede ma è un cibo e questo è un aspetto del nostro cibo. Il denaro anche questo è un aspetto, il denaro è un nutrimento indispensabile, le sigarette sono un cibo per chi fuma, le siringhe che rappresentano l'infamia della droga cibo senza cui certe persone non vivono eppoi tutto questo si decanta, defluisce.

Le ceneri inscatolate di “Residui”?

questo lavoro, le ceneri è come dire che tutto questo diventa cenere e questo è bello, ha una sua bellezza

Un elogio alla nostra vita al nostro mondo?

Certamente,

La “Venere di Milo” da sempre sinonimo di bellezza, armonia. Un nome insolito per un'opera che raffigura un groviglio di carni appese sopra una pedana.

La celeberrima “Venere di Milo” è una bellezza straordinaria e io l'ho presentata com'è dentro. Ti dirò io l'ho vista e sono rimasto estasiato, ora non posso rimanere estasiato difronte al mio lavoro ma ti assicuro, io ne sono convinto, ha una sua bellezza, una bellezza virulenta tragica.

E “ius prime noctis”?

In alcune regioni del sud si usa ancora che nel giorno successivo al matrimonio si espongono le lenzuola come per far vedere a tutto il paese che quelle lenzuola sono macchiate di sangue che dimostra che l'azione è stata effettuata, è una testimonianza di vita!


1 commento:

  1. ringrazio il maestro Angelo Colangelo per tutto quello che ci ha dato e ci continua a dare.

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